Ma non importa

Tardi sei giunto, da lontano arrivato,

ma il tuo posto d’altri era già occupato,

quel posto dove tu da sempre tutti accogli

anche chi prende, sta e tu da parte via ti togli.

Forte l’uomo, sempre a lui son spalancate braccia e porte

ma a donna no, non s’apre, né di file lei scelse d’esser prima

anche se lui con lei stona, stride tanto e non c’è poesia nè rima.

Tu sei fuori, non è lei, Dio non vuole punto e basta

per lui amore è sacramento, per te fango senza nome, tormento

e poco importa quanto e come hai bussato a quella porta,

da sempre in terra vince il migliore e chi si perde sei tu nel tuo dolore.

Via te ne sei sempre andato, ferito e giudicato,

ma s’ esserci, amare e stare ti sia costato non è in fondo mai contato.

Tu eri albero ma deserto dov’eri piantato, spostato, isolato

d’ indifferenza che sa dir solo mi spiace ma ho da fare, scusa, che peccato.

E lui ti copierà, imitando tutto e perfettamente,

falso d’autore, inganno che mente.

Amor ama ma non sa niente, come bimbo cade ingenuamente

e menzogna sempre in piedi sta sapientemente, d’ingegneria così geniale

che lei hai scelto lui, copia che non è né mai sarà l’originale.

E tu esci di casa, di scena e dalla tua porta, così è la vita, ma non importa.

Monte Campigna-Burraia

Monte Campigna-Burraia

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Trasparente veramente

Ti ho amato come mio fratello, il mio gemello

e sempre sul più bello eri piombo, scaricavi sopra me il tuo fardello.

Tutto ho dato, lasciato, il mio meglio condiviso

tu hai solo preso, strappato, foglie, rami, anche l’ultimo sorriso.

Ti sei lavato, sfamato, dissetato

pur senz’amare molto sei stato amato.

Ricco era il pozzo qui prosciugato, infangato è ora un deserto aperto

dove chi è forte semina paura e morte

e il fragil uomo cade, ma non teme d’esser debole allo scoperto,

trasparente veramente come solo l’acqua e chi forse già troppo ha sofferto

Cà Brigida-Verucchio

Cà Brigida-Verucchio

Ma oltre

Dentro c’erano i primi

ma tutti gli altri lontano e oltre.

Selezionati, recintati e ben fatti giardini

quei preferiti che aldilà è solo siepi folte, campi smarriti, sterpi e coltre.

Dal muretto a secco sei entrata in quel ghetto perfetto e stretto

un buco nero, il labirinto dei migliori

a fatica l’uscita, il respiro, un sentiero, quello dei cervi, dei peggiori.

Ma qui l’aria respira e come il sole sta

sola, in alto e fuori.

Serena passeggi tra trifogli di campagna

ieri e lontano i riflettori, applausi stonati e allori.

Stai fuori come lei che sempreverde ti accompagna

la tua collina, la tua lei, la tua montagna.

Prati, alberi, fiori multicolori

se era un deserto in te quella tristezza

ora si allaga e in lei tutto è bellezza

un fiume in piena è l’universo e senz’argini nè margini ci sei immerso.

Il mio Paradiso era lì nel tuo sorriso, è stare in questo fuorigioco

ma sentire in noi il mio scopo,

dove l’aria increspa il sole e lì bruciante arriva l’onda di te, memoria a fuoco

Appennino-Campigna

Appennino-Campigna

Si apre un portone

Raramente accade

che la pioggia sposa il sole

in quel baleno, fugace momento

commossa sei accolta al ricevimento

ad arco s’apre il cielo,  lì disegna una grande porta

ascolta me sussurra il cuore, qui sei viva, mai fuori, non morta

squarcia il grigio, il buio spezza

e da lì escon in volo tutti sporchi di colori

alati e sorridenti a salutarti i suoi pittori

arcobaleno

arcobaleno