Albeggiar notturno

Se potessi da ogni notte io risorger come te

d’alba tersa e calda luce sarei fuoco messaggero

come trono è il mar leggero

dove d’acqua il suo mantello sta raggiante un dolce re

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Granchio

Piccolo granchio

magari fossi anch’io.

Non vai mai avanti, ma solo di fianco

come chi sa che non conta quel che hai di fronte

ma vale chi o cosa ti trovi accanto.

L’onda su te violenta s’abbatte,

colpisce la lucida tua corazza,

è mare, brucia di sale, non c’è miele o latte

eppur non ti trascina l’abisso né via ti spazza

tu sullo scoglio come roccia saldo stai, è fortezza.

E quando l’acqua su di te è passata

brilla di sole la tua armatura

sembra d’argento, quasi fatata

un dono immenso della natura

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Scogli

Sciogli mare

in me

montuosi scogli

Porto di Rimini

Porto di Rimini

Mare

Sono l’azzurro sconfinato mare,

raro e profondo, solo come chi sa davvero amare.

Galleggio senza ormeggio

 goccia in un mondo ch’è roccia

un po’ naufrago un po’ disperso

straniero e diverso ma sto qua

nell’Amore immerso

perdono nel mio fondale chiunque mi fa del male.

Dono spiaggia, respiro, ispirazione

e mi lasciate solo ad affogare nell’onda dell’afflizione.

Amico mi chiamate ma mentre la mia linfa succhiate

vostra è la mia gloria ma in me vergogna

d’esser in fondo d’un pasto bella scodella

poi foce d’ogni vostra fogna

prova 004

Rimini-Rock Island

 

Calice di Stella

Luce paziente, presente nell’oscurità d’ogni abisso, d’ogni niente

compagno fedele di viaggio dove del sole non ci fu ombra nè raggio

vento che soffia leggero e suona e la vela strappata gentile sprona

da lontano s’avvicina, indica la direzione ma sa non esser destinazione

riconoscente torna come salmone controcorrente alla sua sorgente

seme ch’ esce timido dal guscio lì lascia l’amico suo migliore

per non disperderlo, a custodir l’uscio d’un battito che porterà nel cuore

lui che di quella stella fu riflesso, luna, strada, voce, bagliore

Sant'Igne - San leo

Sant’Igne – San leo

 

Lacrime amare

Specchio d’abisso e figlia del mare, lacrima di rifiutato amore,

gocce di solitudine e sale scavano oceani di pietra in cuore.

Luci lontane lavano l’affamata brocca del vino,

memorie di rosso, sangue, terra, gioia, cammino.

prova 026

Il vincitore

Ho incontrato il vincitore,

forte, glorioso, batteva il suo cuore ma non d’Amore.

Dure armature per fuggire mille paure

disprezzate fragilità

occhi d’asfalto, orfani di lealtà, onestà, umiltà.

Ho incontrato il vincitore,

obiettivo serio

arrivare, vincere, primeggiare,

nulla importa chi, come o se ferire, calpestare.

Ho incontrato il vincitore,

era al suo posto, quello giusto, del migliore.

L’ho incontrato il vincitore,

lì ho scelto di virare nel vento,

profumava di tiglio e d’Amore.

Oasi

foto di Elisa Nowkandi

foto di Elisa Nowkandi

 

Santuario d’infinita Bellezza,

di te m’innamorai quel dì che sul fondo del deserto

la tua ruota girò e camminando nell’arida sabbia lì t’incontrai.

Oasi di Pace, d’Armonia sorgente, fortezza d’immensa Tenerezza.

In quel Sole che ti abita di fuoco ardente

svanì della mia più intima Natura

ogni nuvola, ombra, tormento, paura.

Mentre tu mi abbracci sfuma ogni barriera, cade ogni contorno,

nell’incanto dell’aspro bosco non ricordo più se è notte o giorno,

dimentico se son io a custodire te

o tu salvi in ogni momento il meglio estinto in me.

 

 

Strada

Ti percorro, ma sei tu a camminare in me,

entri in vicoli stretti e bui, passi, viaggi.

Torno su di te a sentirmi un re

e lì di quella pioggia assaporo i raggi.