MIRAGGI

Sei stata l’incompiuta promessa

illusione che prima sfugge, poi strugge.

Sei stata meravigliosa e splendente,

abbaglio d’uno sbaglio

così lucente eppure non eri luce, nè sorgente.

Eri brillante, campanelli tintinnanti,

arie frizzanti, trascinanti.

Eri leggera e felice

sempre lassù, sopra la superficie

dove non c’è peso né radice.

Arrivavi quando volevi,

io t’aspettavo tremante e paziente.

A volte non venivi

decidevi all’improvviso d’essere altrove, ti davi assente.

Cercavo concretezza

ma trovavo vento di mare, brezza.

Cercavo stabilità

ma trovavo nuvole, volubilità.

Cercavo di danzare in due allo stesso tempo

ma trovavo te confusa nell’immenso

fuori dal battito d’un cuore umano, non dentro.

Cercavo l’acqua in un falò,

l’oceano nel deserto.

Ero l’eccentrico desiderare cieco

e tu il miraggio

d’un viaggiatore inesperto.

Era chiuso, ora è aperto.

albero2

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